Tafazzi, è noto, è quel bieco personaggio del trio comico di Aldo, Giovanni e Giacomo, affetto da una singolare sindrome masochistica, che lo induce a godere delle “bottigliate” sui coglioni che è solito autoinfliggersi, per il divertimento del pubblico.
Se si leggono le cronache “politiche” delle ultime settimane, se ne ricava l’impressione che una sindrome di tal fatta abbia contagiato (per verità.. non da oggi) anche il cosiddetto “popolo della sinistra”; in particolare, il fenomeno risulta di immediata percezione ove ci si riferisca alla nota vicenda scandalistica che ha coinvolto il Presidente Berlusconi, in relazione a presunte frequentazioni (quantomai: PRESUNTE), con una giovanissima signorina dal promettente nome di NOEMI.
Mentre scrivo, la vicenda parrebbe essere stata definitivamente chiarita dal padre della ragazza, che con veemenza scagiona da qualunque sospetto il premier, e riconduce la questione ad una innocente amicizia intrattenuta dal padre della ragazza con Berlusconi, consolidata dalla solidarietà manifestata dal Presidente all’amico, nel momento in cui lo stesso si trovò ad attraversare dolorosissime vicissitudini personali.
Come mai Berlusconi non ha chiarito immediatamente i fatti, ma ha lasciato libero sfogo ai volgarissimi attacchi personali diretti al proprio indirizzo, assistendo inerte all’isterico crescendo rossiniano di calunnie in suo danno? Pare evidente: non avendo nulla da rimproverarsi, il vecchio saggio comunicatore ha colto l’occasione al balzo; ha atteso che le elezioni si avvicinassero, per spiegare la verità dei fatti solo nell’imminenza delle stesse, recando un incalcolabile danno politico di immagine e credibilità alla già martoriata controparte, penalizzata da una dirigenza politica che sarebbe generoso definire insulsa, e priva di qualunque lungimiranza nella determinazione delle strategie comunicative.
Ciò che mi colpisce di più, però, di tutta la vicenda, è la circostanza che il “popolo della sinistra” sembri non accorgersi dei drammatici limiti della propria leadership, accettando che i temi VERI di quello che dovrebbe essere il dibattito politico di una moderna democrazia occidentale vengano lasciati ad altri soggetti (si pensi al “fenomeno Beppe Grillo”, un intelligentissimo comunicatore… ignorante come una capra), mentre la più grande forza di opposizione del Paese si avvita su sé stessa, discutendo di volgari vicende personali, destinate poi addirittura a rivelarsi delle vere bufale.
Come è possibile? Come può il “popolo della sinistra”, che pure annovera tra i suoi milioni di “adepti” la parte forse più consistente della cultura italiana, quella più consapevole e motivata, lasciarsi addomesticare in questa maniera indegna, perdendo di vista i temi politici veri?
Il fenomeno è realmente singolare, ma sorge il sospetto che non si sia prodotto per caso, né in maniera autonoma.
Pare assai più ragionevole ritenere che la perdita progressiva della “consapevolezza sociale” degli elettori della sinistra sia stata un risultato fortemente voluto, ed alfine realizzato, da parte di coloro che, nel corso degli ultimi trent’anni, sono gradualmente riusciti ad anestetizzare il blocco sociale progressista, riducendolo a spettatore incattivito.. di un pessimo reality.
Qualcuno può in buona fede ritenere che la responsabilità possa essere attribuita a Berlusconi… o vorrebbe iniziare a riconoscere che sarebbe più intelligente guardare in casa propria?
lunedì 25 maggio 2009
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