mercoledì 27 maggio 2009

L’AGENDA DEL FASCINDUSTRIALISMO ROSSO

La tragedia di ieri dei tre operai morti sul lavoro in Sardegna all’interno della raffineria Saras, offre un tragico e doloroso spunto per formulare ulteriori amare riflessioni sulle politiche del lavoro realizzate nel corso degli ultimi anni nel nostro Paese, con la “concertazione” delle forze della cosiddetta sinistra, nonché per cercare di mettere a fuoco quelli che saranno i “prossimi obiettivi”.
Chi volesse orientarsi per cercare di comprendere meglio quelle che saranno le strategie adottate, non dovrebbe prescindere dalla lettura del maggiore quotidiano italiano, e cioè quel “Corriere della Sera”, di proprietà della FIAT ed altri autorevoli esponenti della Banda Bassotti, che da tempo è divenuto il “salotto” della cosiddetta sinistra italiana; il luogo dove, spesso con anticipo, vengono analiticamente sviscerate le politiche economiche future.
I lavoratori italiani, come è noto, sono titolari del poco invidiabile primato del possesso delle buste paga più miserabili dell’intero mondo occidentale (i dati OCSE sono recentissimi ed incontestati).
Innanzi al dispiegarsi del drammatico quotidiano rosario delle morti bianche, ed al dato statistico ormai noto del trattamento retributivo di sapore neoschiavista riservato ai lavoratori italiani, ci si attenderebbe quantomeno un formale inasprimento dell’opposizione sociale, ed un arretramento (almeno simbolico e parziale) degli interessi innominabili della grande impresa e dei grandi gruppi finanziari internazionali che la sostengono.
Nulla di tutto questo.
Si apprende invece, dal Corriere in edicola il giorno 22 maggio 2009 di un “asse inedito tra CISL e imprese”, con il proposito (evidentemente, questi sono i temi importanti… per i lavoratori) di mettere mano “alle pensioni, all’università, alla lotta alla burocrazia… ALLO STATUTO DEI LAVORATORI”( http://archiviostorico.corriere.it/2009/maggio/22/apre_fase_due_delle_riforme_co_9_090522023.shtml ). Gli ineffabili articolisti si spingono sino al punto di inviare minacce neppur troppo velate all’unico sindacato che ancora mostrerebbe timidi segnali di… indecisione.
Nello stesso giorno, in un altro articolo pubblicato sullo stesso giornale ( http://archiviostorico.corriere.it/2009/maggio/22/Totem_sindacali_danze_guerra_contratto_co_9_090522093.shtml ) Luigi Covatta si augura, per il bene del Paese, attaccando ferocemente sin dal titolo i “Totem sindacali”, che nessuno si permetta di mettere i bastoni tra le ruote al progetto del suo amico Pietro Ichino, autore di una proposta illuminata per la cancellazione dell’art. 18 dello stesso Statuto dei lavoratori (... arieccolo: la causa di tutte le disgrazie del Paese).
Per i meno informati, trattasi di quello stesso Ichino, arguto teorico ed economista del nuovo fascindustrialismo rosso, collega di Biagi e D’Antona, sotto scorta da diversi anni perché (chissà mai.. perché) primo sulla lista delle nuove Brigate Rosse.
E’ noto a molti (ma non a tutti: parecchi elettori della sinistra sono troppo impegnati ad annusare le mutandine della… signorina Noemi da Casoria) come lo sviluppo dei nuovi strumenti di contrattazione del lavoro abbia indebolito nel corso degli ultimi anni le possibilità di organizzazione e resistenza dei lavoratori: quando vieni reso precario, con contratto a termine, dipendente di micro “società esterna” con il timore costante di venir licenziato, la voglia di richiedere maggiori misure di sicurezza… ti viene un po’ meno, perché è noto che i bambini devono pur mangiare.
Appare dunque adesso chiaro quali saranno i prossimi obiettivi del nuovo fascindustralismo.
La sinistra italiana (i dirigenti attuali) pare mostrino qualche difficoltà ad individuare queste questioni come “ordini del giorno”, e preferiscono interessarsi della crisi matrimoniale del premier: chissà se è lecito individuare una relazione con la circostanza che è la “Banda Bassotti”, in fin dei conti, a pagare gli affitti delle sedi di partito, le spese per la pubblicazione dei giornali (che nessuno legge), gli affitti delle case popolari nelle quali abitano (e che prima o dopo avranno pure l’occasione di acquistare per un boccon di pane.. certe fortune non è mica giusto vengano riservate solo al compagno Veltroni!).
La responsabilità, ovviamente, come sempre… sarà di Berlusconi.
Mi sembra di vederlo: mentre, sorridente, si gode il… book della velina di turno, e pensa alle prossime “lotte per il lavoro” del “compagno Franceschini”.
Popolo della “sinistra”… dove troverai il coraggio di autoassolverti?

2 commenti:

  1. Ma non si capisce perché proprio il tiranno berlusca dovrebbe migliorare questa situazione. Questo è quello che chiamo (per scherzo, per scherzo,) "complotto giudeo-massonico". La sinistra fa quello che può. Voi datele il 60 pe cento, e vedrete...
    Tutto il resto è... DELIRIO.

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  2. La sinistra in Italia, semplicemente, non esiste più, perchè è stata acquistata, in saldi, dai fascindustrialisti. I quali a Berlusconi non possono imporre granchè, perchè il suo potere personale (conservatore, e restio ai mutamenti profondi che essi vorrebbero, e che costituirebbero un nuovo attacco ai diritti acquisiti dai lavoratori ed alle loro pensioni)è pari al loro.

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