Questo blog nasce per permettere, ai pochi che ne abbiano voglia, di esprimere opinioni su fatti e persone che l’attualità ci propone e ci propina. Come su ogni altro blog, si commenteranno in prevalenza accadimenti politici e sociali, in ordine ai quali ci si scambieranno opinioni, valutazioni, minacce ed insulti…. Nell’intento, da ciascuno perseguito in buona fede, di lodare i buoni, e censurare i cattivi.
Facciamo le presentazioni: sono un elettore di “centro destra”, un liberale laico (un credente, laico) con un passato remoto di elettore radicale, rifugiatosi in Forza Italia, della quale ho preso la tessera il giorno immediatamente successivo alle elezioni del 2006, che videro la sciagurata vittoria di Pirro del governo di Romano Prodi.
Convinto da sempre che, in qualunque ordine sociale, il progresso nasca dalla mediazione tra gli opposti interessi di due gruppi sociali idealmente contrapposti (i “conservatori” ed i “progressisti”, presenti in qualunque società occidentale… normale), ho assistito sgomento nel mio Paese, nel corso di un trentennio, allo sgretolamento del “blocco progressista”, che ha abdicato alla sua funzione storica di garante dei diritti dei più deboli, per divenire gradualmente (ma inesorabilmente) immondo strumento di potere nelle mani di immensi interessi politico-finanziari globali, intenzionati a perseguire la logica unica del profitto, mediante gli strumenti della guerra perenne e della paura costante.
La sinistra italiana, ai miei occhi, incarna oggi il tentativo immorale di conseguire ciò che dichiara a parole di voler combattere, e cioè la concentrazione della ricchezza nelle mani di pochi grandi gruppi internazionali.
La cronaca quotidiana, a chi abbia la capacità di leggerla, svela a tutti il segreto di Pulcinella: il tradimento profondo della missione storica delle forze cosiddette progressiste.
Il tentativo, in larga parte realizzato, di concentrare ricchezza e potere traspare con drammatica evidenza, solo per fare un esempio immediatamente comprensibile, dal ruolo dominante (assunto in mancanza di qualsivoglia opposizione) dalla grande distribuzione, che ha distrutto la ricchezza diffusa di un popolo di piccoli lavoratori autonomi per creare un esercito di precari privi di diritti, nel silenzio osceno e complice di un sindacato rimasto a difendere solamente gli interessi degli impiegati statali, e di pochi altri pensionandi.
Le oscene politiche economiche perseguite con aberrante e feroce determinazione dal governo del professor Prodi, spacciate per liberalizzazioni, miravano scopertamente a realizzare ulteriori concentrazioni di ricchezza nelle mani della grande speculazione (si rammenti, a mero titolo esemplificativo, l’emblematica vicenda dei tassisti romani, quando apertamente i teorici del nuovo ordine economico – Giavazzi… ah, Giavazzi! - dichiaravano sui quotidiani nazionali, tradendo il dichiarato fine di voler avvantaggiare i consumatori: “La questione è… che non vogliono rassegnarsi a diventare dipendenti”). Gli attacchi al sistema degli Ordini, e del lavoro autonomo in generale (artigiani e commercianti al dettaglio, in primis), sono da iscrivere nell’ambito di questa straordinaria e preordinata azione liberticida, attuata con il favore e la complicità dei più grandi quotidiani nazionali, dei sindacati, della gran parte della intellighenzia universitaria, di ampi settori della magistratura.
Funzionali al disegno, contestuali campagne di spargimento di odio sociale (gli EVASORI… che nulla si è ritenuto di fare in concreto per costringere a venire allo scoperto), l’asserito desiderio di favorire la CONCORRENZA (realizzando nei fatti condizioni economiche di segno diametralmente opposto), le campagne per la LEGALITA’ (sempre, come nella migliore tradizione comunista… quella che riguarda gli altri).
La sinistra italiana non conduce battaglie politiche in favore delle energie rinnovabili; in difesa del carattere pubblico dell’acqua (tema centrale del futuro dei nostri figli); contro il nucleare e contro gli inceneritori (con macabro senso dell’humour ribattezzati “termovalorizzatori”); in favore di politiche intelligenti e sostenibili della necessaria integrazione degli extracomunitari.
La sinistra italiana non si accorge della condizione dei precari italiani, non parla nemmeno più dei “lavoratori”, ma sempre mostra attenzione ad oltranza per le “imprese”, che in Italia si chiamano Agnelli, Tronchetti Provera, Tanzi ed altri simboli del parassitismo nostrano.
La sinistra italiana prende invece ad inseguire la destra sul terreno (a lei storicamente più congeniale) della diffusione di stereotipi xenofobi, al dichiarato fine di acquisire consenso a buon mercato; corteggia il sistema dei grandi gruppi bancari, nel quale cerca di intrufolarsi, calunniando e perseguendo i magistrati coraggiosi che cercano di far luce su operazioni delinquenziali di basso profilo.
Questo lo stato dei fatti.
Il Presidente Berlusconi, per quanto ciò possa suonare paradossale, costituisce in questo contesto un argine contro l’attacco finale portato alla società dai grandi gruppi del malaffare globale, proprio in virtù del suo potere PERSONALE, oggetto di tante critiche e timori, e di una naturale tendenza alla CONSERVAZIONE (l’anagrafe, da questo punto di vista, costituisce una… ulteriore garanzia).
La sua permanenza al potere, è oggi condizione vitale per il Paese, nella speranza che la gravità della crisi economica conduca alla definitiva delegittimazione di questa SINISTRA FASCIO-FINANZIARIA, ed alla emersione di forze realmente progressiste, che sono quanto mai vive, seppur prive di voce.
Il “popolo della sinistra”, rimbecillito dalla quindicennale campagna mediatica di criminalizzazione e sistematica diffamazione del leader del centro destra, non possiede più la capacità di discutere di POLITICA…. come tossicodipendenti dallo sguardo annebbiato, riescono a vedere solo IL NEMICO da abbattere con ogni mezzo, spingendosi a teorizzare la non piena funzionalità democratica del sistema, inquinata dal presunto completo controllo del sistema dell’informazione (una bufala talmente risibile da non meritare commento).
La discussione “politica” si spinge da ultimo sulla condanna morale di tipo familiare, in virtù di presunte vicende concernenti relazioni personali, secondo logiche altamente censurabili di derivazione anglosassone, sinora del tutto estranee (per fortuna) alla nostra tradizione culturale.
Il “popolo della destra” ha invece compreso perfettamente (sia pure talora in maniera non del tutto consapevole) il ruolo (allo stato insostituibile) di Silvio Berlusconi.
E non manca di tributare, a quella che individua come la sua “ultima spiaggia”, il consenso più ampio.
domenica 24 maggio 2009
4 commenti:
Chiunque può commentare quanto pubblicato, da me o da altri. Ho attivato questa impostazione nella convinzione che eventuali commenti offensivi, volgari o violenti, siano idonei a qualificare chi li scrive, piuttosto che coloro ai quali vengano rivolti.
Auspico che chiunque lasci la propria opinione, si firmi con nome e cognome.
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Non potevo che essere io, il tuo caro cugino, il primo a inaugurare questo blog. Lo faccio promettendoti una rasegna stampa estera periodica, e ricordandoti che i poteri personali non hanno mai risolto nessun problema, ma solo imbarbarito le società, aiutandole a degradarsi più rapidamente. Questo è quello che sta facendo il nostro tiranno postmoderno.
RispondiEliminaAbbracci, Guido
In privato ti ho sentito negare l'importanza della relazione mutandine-potere. Ora invece il tema s mertia un post. Bene, andiamo avanti. Ma bisognerà vedere se le scuse di questo signore reggono, perché i gornali di mezzo mondo stanno lì, comunistacci loro, a vigilare, mentre la credibilità dell'Italia, come ti ho detto varie volte, va a picco. Per il momento, guarda El Pais come ci tratta:
RispondiEliminahttp://www.elpais.com/articulo/internacional/Berlusconi/he/metido/pata/elpepuint/20090525elpepuint_7/Tes
RispondiEliminaIl tema mutandine-potere merita un post al solo scopo di analizzare la pochezza dell'opposizione nell'individuare ARGOMENTI degni di questo nome. Quando parli di scuse non comprendo: nessuno si è scusato, anzi: Berlusconi ha semplicemente atteso, per replicare compiutamente che si avvicinasse di più la data delle elezioni, allo scopo di amplificare il carattere miserabile del vile attacco patito. Ad El Pais... preferisco LA CIUDAD, mi piace il traffico.
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